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L’inizio di una nuova era

Dall’allenamento in Sudafrica al lockdown attuale

Siamo a Stellenbosch, in Sudafrica. Un’area ben nota ai mountain biker e a molti altri atleti. Paesaggi mozzafiato, clima eccellente, ottima cucina, un patrimonio affascinante e una cultura fiorente del mountain biking rendono il Sudafrica uno dei luoghi migliori per allenarsi. Mentre le ragazze tornano coperte di polvere e con un sorriso a 32 denti, si ristorano sorseggiando acqua a volontà. Quest’anno cinque donne hanno intrapreso questo viaggio portando con sé obiettivi più ambiziosi che mai.

Vecchio e nuovo

Per una squadra l’anno nuovo significa nuovi volti, nuovi materiali e nuove sfide. È vero che il mountain biking è uno sport individuale, ma le persone che supportano ciascun ciclista ne sono un elemento essenziale. La gran parte dei membri del GHOST Factory Racing Team non sono cambiati, ma c’è sempre tanto da fare.

Con cinque cicliste di cinque nazionalità diverse, il mix culturale del team GHOST crea un’atmosfera piacevole. Per la danese Caroline Bohé era il primo ritiro. Ecco le sue impressioni: “Il tempo che abbiamo trascorso in Sudafrica è stato favoloso. Per me è stato il primo lungo periodo passato insieme a tutte le altre cicliste e allo staff. È bello conoscere il team in un’atmosfera così rilassata senza la pressione delle gare.”

Tom Wickles, team manager: “Ci siamo davvero divertiti in Sudafrica. Alcuni di noi sono arrivati in questo paese leggermente prima per via della Tankwa-Trek. La cosa più bella è stata poter riunire insieme tutto il team. Kim, la nostra nuova fisioterapista, e Caroline, la nostra nuova atleta, hanno potuto conoscere tutti e si sono trovate benissimo. Abbiamo un’ottima squadra e un’organizzazione eccellente: siamo pronti a scendere in pista.”

La nueva realidad

Anche se il ritiro della squadra è finito appena prima della diffusione incontrollata del coronavirus, la situazione attuale ha un impatto su tutti, anche sui ciclisti. Barbara Benko non è riuscita a lasciare il Sudafrica a causa della cancellazione dei voli e la chiusura delle frontiere. “Ero in una situazione assurda, non potevo tornare a casa. Finalmente sono riuscita a partire grazie all’aiuto dell’Ambasciata Ungherese e ora cerco di godermi questi momenti liberi. Ma le frontiere chiuse sono un problema. Il mio ragazzo non può più venirmi a trovare, però almeno sono con la mia famiglia. Non sappiamo quando potremo rivederci. Questo rende tutto difficile per noi. Ora, però, la cosa più importante è la salute e combattere questo virus.”

La situazione determinata dal COVID-19 presenta sfide diverse per ciascuno. Sina Frei: “La situazione mondiale attuale è anomala per tutti. In Svizzera possiamo ancora uscire. Non sappiamo quando e come inizierà la stagione, ma cerco di rimanere positiva e sfruttare come posso questa situazione.”

A causa di quanto sta accadendo e del suo continuo mutamento, Tom, il team manager, ha preso la decisione di ritirare la squadra dalla Absa Cape Epic. “L’ho deciso pensando alla salute di tutti. Poco dopo la Cape Epic è stata cancellata. Abbiamo dovuto rimanere in Sudafrica più a lungo a causa di questa decisione, ma dovevamo anche assicurarci che tutti potessero tornare a casa sani e salvi. Per quanto riguarda le gare, spero che potremo affrontarne alcune. La nostra squadra è affiatata e ne sono letteralmente entusiasta.”

Allenamento, obiettivi e come superare la situazione

Le vite di tutti sono state sconvolte, comprese quelle delle atlete GHOST. Con il rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo e senza nessuna previsione possibile su se, quando o come si svolgerà il Campionato Mondiale di quest’anno, tanto vale rimodulare i programmi di allenamento e gli obiettivi fissati. Lisa Pasteiner descrive così quello che prova: “Questo virus mi ha fatto tornare all’inizio di novembre, quando mi allenavo senza gare in vista e senza un obiettivo preciso da raggiungere. Non c’è nessun conto alla rovescia. D’altro canto, l’atmosfera è più rilassata, perché sai di avere più tempo per prepararti. Sono super felice di poter ancora correre in bicicletta all’aperto, anche se con delle limitazioni. È una situazione davvero strana, ma siamo tutti sulla stessa barca.”

Anne Terpstra: “Il nostro ritiro si è concluso appena prima che la crisi scatenata dal coronavirus colpisse così prepotentemente il mondo. Ora sono in Germania con Tom. Non abbiamo una vita sociale, non possiamo andare a trovare nessuno, Tom si è organizzato e lavora da casa. È un periodo davvero difficile e dobbiamo trovare un modo per affrontarlo. La scrittura e la meditazione mi aiutano ad andare avanti e a cercare un senso in tutto questo, per il tempo necessario che ci vorrà ad uscirne.”

Pronti a scendere in pista

Con una squadra pronta a scendere in pista, il ritiro in Sudafrica ha creato un legame stupendo tra tutti i membri del team. Al momento i piani per il futuro sono incerti, ma manteniamo il morale alto grazie agli incontri che teniamo in remoto con il team. Per adesso siamo sulla stessa barca insieme al resto del mondo. Abbiamo accantonato i nostri sogni, è vero, ma sono proprio questi sogni a motivarci durante i momenti difficili. Speriamo di vedervi tutti presto e in salute.

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Texto: Irmo Keizer

Photos: Andreas Dobslaff

Video: Lars Veenstra

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